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Chi paga il notaio tra gli eredi?

Pubblicato da Alto Garda Immobiliare su 6 Novembre 2019
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Ripartizione spese notarili in caso di successione: chi deve addebitarsi le spese?

Alla morte di un tuo familiare sei stato chiamato a succedergli insieme ad altri parenti. Vi siete così recati dal notaio per la lettura del testamento e l’accettazione dell’eredità. La quota che ti è stata assegnata è tuttavia inferiore rispetto a quella toccata agli altri. I figli, in particolare, hanno ereditato quasi tutto il patrimonio del defunto.

Arriva il momento di pagare il notaio. Gli altri eredi vorrebbero dividere la parcella del professionista per quote uguali. A te sembra, invece, ingiusto pagare quanto gli altri pur avendo ricevuto molto di meno; bisognerebbe – a tuo avviso – procedere a una ripartizione della spesa in proporzione alle rispettive quote di eredità. Nasce una discussione. Cosa prevede la legge a riguardo? Chi paga il notaio tra gli eredi? Ecco qual è la soluzione a questo comune problema.

La divisione delle spese tra eredi

Se hai letto la nostra guida sul pagamento debiti ereditari saprai di certo che grava, su coloro che accettano l’eredità, l’obbligo di far fronte alle obbligazioni non onorate dal defunto prima di morire. I debiti si dividono tra gli eredi secondo le rispettive quote (principio della responsabilità parziaria): in altri termini, ciascuno di essi è responsabile solo in proporzione alla propria quota. Così un erede al 33% dovrà pagare ogni creditore nei limiti di tale 33% e non oltre.

Tale regola trova un’eccezione solo per quanto riguarda i debiti fiscali con lo Stato derivanti dall’omesso versamento delle imposte sui redditi (Irpef, Ires, Irap) e delle imposte sulla successione. Per essi vale il principio della responsabilità solidale: l’Agenzia delle Entrate può rivalersi anche nei confronti di uno solo degli eredi, a prescindere dalla quota che gli è spettata.

Divisione spese successive all’apertura della successione

Oltre ai debiti lasciati dal defunto, gli eredi sono tenuti a far fronte anche alle spese per le attività svolte dopo l’apertura della successione. Una su tutte: il funerale e la sepoltura. Ma si pensi anche alle spese di inventario, di amministrazione e divisione dell’eredità, all’eventuale rinnovo dell’assicurazione rc auto o del bollo, alle bollette delle utenze. Anche in questo caso la regola è sempre quella della responsabilità pro quota.

Spese notarili: come si dividono tra gli eredi

Le spese notarili seguono la stessa regola: vengono divise tra gli eredi pro quota ossia in base alla rispettiva percentuale di partecipazione all’eredità. Con la conseguenza che chi ha ricevuto di più dovrà contribuire in misura maggiore a pagare la parcella al notaio; chi invece ha ricevuto di meno pagherà in misura inferiore.

Ma attenzione: questa regola vale solo tra gli eredi, ma non per il notaio. La legge notarile [1] infatti, nell’ottica di agevolare il notaio nel recupero del proprio credito, pone una «responsabilità solidale» di tutte le parti partecipanti all’atto. In pratica tutti gli eredi sono tenuti “in solido” verso il notaio tanto al pagamento degli onorari e diritti accessori quanto al rimborso delle spese. Questo implica che, se uno degli eredi non versa al notaio la sua parte di denaro, il professionista potrà richiederla agli altri eredi o anche a uno solo di essi. Quest’ultimo, nel momento in cui avrà pagato al posto del coerede inadempiente, avrà diritto di regresso nei suoi confronti

Il notaio può anche rifiutare il rilascio di copie, estratti e certificati finché non avrà ricevuto il pagamento.  

Anche per la tassazione da versare allo Stato sussiste la solidarietà tra le parti dell’atto.

Infatti, un eventuale accordo tra privati, avente ad oggetto la ripartizione degli oneri fiscali di una compravendita, non può danneggiare l’Erario, che è libero di aggredire il debitore più solvibile. In ogni caso, ricordiamo che l’imposta di registro per la successione viene versata dalle parti direttamente al notaio che poi provvede a girarla allo Stato.

Si può evitare la pubblica del testamento?

In teoria, la pubblicazione del testamento non è un adempimento necessario. Se, ad esempio, gli eredi vanno d’accordo e non ci sono rischi di future contestazioni, questi potrebbero dare esecuzione spontanea alle ultime volontà del defunto senza bisogno di recarsi dal notaio. Immaginiamo, ad esempio, che una persona muoia lasciando un conto corrente e una serie di arredi divisi secondo un testamento lasciato nel cassetto: gli eredi potrebbero dividerli tra loro, d’amore e d’accordo, senza bisogno di pubblicare il testamento.

Tuttavia, la presenza del notaio sarà sempre necessaria quando l’eredità ha ad oggetto un immobile per il quale bisogna fare le volture all’ufficio del territorio.

Fonte: LaLeggePerTutti

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